Il Tajikistan si apre al commercio internazionale

Il Tajikistan si apre al commercio internazionale

LA VISITA

Il 2 marzo è in arrivo a Vicenza una delegazione istituzionale dal TAJIKISTAN per valutare possibilità di partenership commerciali con le nostre imprese.
Il gruppo, che incontrerà le aziende del territorio presso Confindustria Vicenza la mattina del 2 marzo, sarà capeggiato da Nigina Anvari, Vice Presidente del Comitato nazionale per gli investimenti della Repubblica del Tajikistan e visiterà anche alcune realtà produttive nel pomeriggio.


OBIETTIVI DELL’INCONTRO

Tra gli obiettivi della visita anche la firma di accordi di cooperazione, allo scopo di implementare la lenta ma costante crescita dimostrata dal paese asiatico negli ultimi anni. Il Tajikistan ha infatti migliorato il suo contesto normativo, ma ad un ritmo più lento rispetto ad altre nazioni – come afferma il Rapporto Doing Business 2019 della Banca Mondiale. I settori trainanti si confermano, l’agricoltura, l’industria tessile e mineraria.


I FLUSSI IMPORT-EXPORT CON LA NOSTRA REGIONE

i dati import-export verificati sul sito ISTAT ci confermano che i trend sono in salita: il Veneto ha aumentato il flusso di importazioni dai 10.896.614 di euro del 2016 ai 13.417.090 del 2018, mentre l’export è addirittura raddoppiato, passando dai 2.175.834 di euro del 206 ai 4.765.796 di euro nel 2018.
Vicenza, in controtendenza, non ha registrato alcuna importazione nel triennio 2016 – 2018, ma ha triplicato le esportazioni, passando da 216.962 euro a 751.107.

Certo, stiamo parlando di numeri molto bassi, ma è interessante analizzare il dato, che nello specifico ci dice che l’aumento registrato nel 2018 è dovuto a commesse nel settore dei tubi, condotti e profilati in acciaio e delle macchine per la formatura dei metalli. Il settore metallurgico e siderurgico in genere, insomma. Legato forse alla costruzione delle due centrali idroelettriche sul fiume Zarafshan, attualmente in essere in collaborazione con l’Uzbekistan?

Il progetto non va sottovalutato, perché fa parte di una più ampia strategia di rinnovata collaborazione tra i due paesi dell’Asia Centrale, che ha generato negli ultimi due anni un forte aumento dell’interscambio commerciale, l’apertura di collegamenti aerei tra le due capitali, l’apertura di nuovi valichi di frontiera, il ripristino del collegamento ferroviario Galab-Amuzang.


LE NUOVE STRATEGIE

A fronte di questa nuova realtà, il Tajikistan ha semplificato le procedure doganali per le merci scambiate con l’Uzbekistan, riducendo il divario con le “best practices” nell’ambito della normativa globale.

Lo stesso rapporto Doing Business del 2019 sottolinea come “l’aumento della sua attenzione politica al miglioramento del clima imprenditoriale, non solo migliorerebbe la classifica generale del Tagikistan, ma anche – e soprattutto – fornirebbe al settore privato un ambiente che infonde fiducia e incoraggia un ritmo più rapido di investimenti, innovazione e creazione di posti di lavoro”.

Jan-Peter Olters, Country Manager della Banca Mondiale per il Tagikistan ha detto nell’ambito della competizione globale tra paesi per il know-how, il capitale e l’efficienza del settore privato, il Rapporto suggerisce implicitamente che “il Tagikistan avrebbe bisogno di costruire un solido partenariato a lungo termine con imprese nazionali ed estere e, in tal modo, sfruttare l’emergente opportunità inerenti ai mercati di nuova accessibilità e all’infrastruttura domestica rinnovata “.

IL CALENDARIO ISTITUZIONALE

Anche sulla scia di tutte queste ultime analisi, il governo tajiko ha intrapreso una serie di azioni istituzionali volte proprio a migliorare le collaborazioni commerciali.

E’ dello scorso 30 gennaio, ad esempio, la visita alla Farnesina del Vice Ministro degli Esteri del Tagikistan, Muzaffar Mahmurod Huseynzoda, ricevuto dal nostro Sottosegretario, Manlio Di Stefano, accompagnato dal Presidente dell’ICE Carlo Ferro.

Foto:  il Vice Ministro degli Esteri del Tagikistan, Muzaffar Mahmurod Huseynzoda, con il Sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri Manlio Di Stefano

La riunione ha consentito di fare il punto sul rafforzamento in atto delle relazioni bilaterali, iniziato con la visita del Sottosegretario a Dushanbe nel novembre 2018 e puntellato dal successo della Conferenza Italia – Asia centrale svoltasi alla Farnesina lo scorso 13 dicembre.

In particolare, si è parlato della storica prima visita di un Capo dello Stato del Tagikistan, Rahmon, che avrà luogo in Italia il 31 marzo 2020, tra i cui obiettivi figura un salto di qualità delle relazioni economiche e commerciali che presentano margini molto ampli di sviluppo.

A tal fine, è stato stabilito lo svolgimento di un Business Forum Italia-Tajikistan a margine della visita. Altresì, è stata già fissata per il 28 febbraio a Milano, la “Country Presentation” del Tajikistan, a cura dell’ICE.

“Le compagnie italiane, con la loro esperienza e conoscenze specifiche, possono contribuire allo sviluppo del Tagikistan, offrendo prodotti di tecnologia avanzata particolarmente nei settori tessile, agricolo, e agro-alimentare” – ha dichiarato il Sottosegretario – “Auspichiamo che la visita del Presidente Rahmon possa condurre a risultati concreti per il rafforzamento dei legami politici ed economici con il Paese”.

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