Stage per diventare commerciale estero, anche da remoto

Stage per diventare commerciale estero, anche da remoto

Dal primo all’ultimo giorno, uno stage tutto da remoto

Possibile? Ci raccontano la loro esperienza Pietro Mattarei, laureato all’Università di Verona in International Economics and Business Management, e Silvia Menozzi, che in Maroso Srl ha seguito lo stage di Pietro come tutor.

Ti preoccupava l’idea di uno stage da remoto?

Silvia:

Maroso ha sempre accolto molti stage nel corso degli anni, perché l’azienda crede nella necessità di dare ai ragazzi un’occasione di essere formati e crescere sul campo. Non ci spaventava l’idea di uno stage da remoto perché sappiamo per esperienza che la cosa importante per la riuscita di quest’esperienza è avere un percorso chiaro e strutturato, con attività schedulate, e la possibilità di monitorare l’andamento del lavoro. Nel nostro caso si è trattato di appuntamenti online con cadenza settimanale per verificare i risultati ottenuti e le strategie utilizzate, per confermare o correggere quanto fatto.
Chi è già abituato a lavorare molto con l’estero sa che un lavoro può essere portato avanti con efficacia e continuità anche da remoto. Oggi addirittura le trattative commerciali si concludono con questa modalità, e per farlo è fondamentale, come nel caso di Maroso, poter contare su una reputazione aziendale ben affermata presso i clienti.

Pietro:

Dopo un primo semestre come quello che purtroppo abbiamo vissuto nel 2020 avevo molti dubbi su come avrei potuto svolgere un’attività così importante come lo stage curriculare, data la situazione di incertezza. Generalmente l’esperienza che si può trarre dallo stage, infatti, è per certi versi irripetibile poiché rappresenta un importante punto di partenza per ogni studente nell’approcciarsi al mondo del lavoro e senza una struttura di supporto adeguata rischia di tramutarsi in un’attività che non trasmette nulla né allo studente né all’azienda ospitante.
Tale organizzazione, fortunatamente, l’ho riscontrata nel progetto “FarExport Junior Assistant” e, per questo motivo, devo ringraziare Confindustria Vicenza per la splendida possibilità. Il progetto mi ha permesso di applicare le conoscenze del mio percorso di studi universitario e tramite il metodo “Esportare in 7 mosse”, redatto dal Dottor Pier Paolo Galbusera, di incanalarle verso un approccio che fosse il più efficace possibile nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Sorprese positive?

Silvia:

Anche per l’azienda, lo stage da remoto può risultare più comodo per gli aspetti organizzativi: le call di monitoraggio possono essere fissate con libertà negli orari meno affollati della giornata. Poi non ci si deve preoccupare di risultare sempre disponibili incastrando con fatica numerose attività.
Tuttavia, va sottolineato che questa formula richiede un’ancora maggiore intraprendenza da parte del tirocinante, che deve svolgere in autonomia gran parte dei compiti e dimostrare una certa flessibilità, che è poi quella necessaria nella vita lavorativa per mantenere le relazioni con i clienti. Con Pietro siamo stati fortunati, abbiamo trovato una persona che aveva tutte queste caratteristiche! A questo proposito va detto che la facoltà di Economia prepara gli studenti con la necessaria concretezza e flessibilità operativa.
Ci siamo trovati molto bene anche con l’organizzazione del percorso da parte di FarExport: sia per lo stagista che per l’azienda è vincente poter contare su qualcuno che si occupa di determinare delle attività e degli obiettivi centrati sulle necessità dell’imprenditore e che segue poi i ragazzi nella formazione iniziale dedicata e durante l’effettiva realizzazione.

Pietro:

La scelta dell’azienda ospitante, tra le varie che si sono rese disponibili, è ricaduta su un’azienda, Maroso srl, con una lunga storia imprenditoriale che spazia dalla progettazione e realizzazione di impianti alla produzione di macchinari venduti in tutto il mondo e che rappresentano un connubio tra innovazione ed eccellenza italiana. Lì, ho trovato un ambiente stimolante che, seppur a distanza, mi ha fatto sentire parte dell’azienda e mi ha permesso di acquisire un grande bagaglio esperienziale grazie alla grande disponibilità dei proprietari e del mio tutor aziendale, che ancora ringrazio infinitamente.
Durante questa esperienza ho potuto acquisire nuove modalità applicative e crescere sotto molti punti di vista. Tramite Lara Pressanto, ideatrice del progetto FarExport Junior Assistant, sempre molto presente e disponibile per qualsiasi problematica, ho avuto la possibilità di relazionarmi con professionisti esterni che mi hanno trasmesso non solo preziosi consigli, ma anche importanti conoscenze dalla loro pluriennale esperienza.

Da rifare?

Silvia:

Ci piacerebbe poter ospitare presto un altro stagista con questo progetto!

Pietro:

Non posso che consigliare ai miei colleghi studenti di partecipare a questa iniziativa che seppur in questo periodo travagliato mi ha permesso di ampliare e fortificare la mia conoscenza, accrescere la mia esperienza e di toccare con mano l’ambiente aziendale con i suoi meccanismi; tutti elementi fondamentali per l’inizio del mio percorso lavorativo.

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