Aerospazio: opportunità dalla Cina

Aerospazio: opportunità dalla Cina

La Cina punta a rafforzare il settore domestico dell’aviazione: secondo le stime ufficiali entro il 2020 spenderà un trilione di yuan (153 miliardi di dollari) per lo sviluppo di quest’area, un maxi-budget che riguarda sia la progettazione e costruzione di aeromobili (circa 5.000, inclusi elicotteri e jet privati), sia la creazione di nuovi aeroporti (un totale di circa 500).

La crescita cinese punta ad essere anche qualitativa: è partito un anno fa un programma di collaborazione tra Cina ed Europa per la formazione sulla sicurezza aerea, gestito dalla Camera di commercio europea, con una dote di 10 milioni di euro. Le aziende cinesi già certificate nel settore sono 281, ma l’apertura dello spazio aereo all’aviazione civile creerà altre opportunità.

Inoltre, va considerato anche il Piano “Made in China 2025”, che mira a trasformare il paese asiatico in laboratorio d’eccellenza, facendo leva su tutti i settori tecnologicamente più avanzati, quali robotica, cantieristica navale, informatica, automotive e, ovviamente, aerospazio.

In un tale contesto l’Italia vanta ottime prospettive, visto che già tre anni fa, in occasione della visita di Matteo Renzi a Pechino, ha lanciato il Business Forum Italia Cina e ha favorito un programma di collaborazione bilaterale con la Cina, grazie ad un pacchetto di misure ad hoc basate sul presupposto che le tecnologie italiane possano sostenere lo sviluppo dell’industria aerospaziale cinese.

Gli ambiti di collaborazione sono ampi e l’Italia vanta numerose imprese di medio calibro molto interessanti. Tra gli esempi illustri già attivi l’Italian Aerospace Network (Ian), consorzio di pmi guidato da Andrea Spiriti, attivo nell’industria dell’aviazione e dell’aerospazio.

 

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