Rapporto Prometeia-ICE: scambi mondiali in netta crescita nel biennio 2020-2021

Rapporto Prometeia-ICE: scambi mondiali in netta crescita nel biennio 2020-2021

A partire dal 2020 gli scambi mondiali saranno nuovamente in accelerazione e per le imprese italiane si tratta di tassi di crescita che superano significativamente quelli attesi per la domanda interna, confermando i mercati esteri come un canale fondamentale per il loro sviluppo.

È quanto emerge dalla presentazione dell’edizione 2019 del Rapporto ICE-Prometeia “Evoluzione del commercio con l’estero per aree e settori”, tenutasi lo scorso 11 dicembre a Roma, presso la sede di ICE.

Lo scenario internazionale

Dopo un 2019 moderato e rallentato da più fattori – tra cui la guerra commerciale Stati Uniti-Cina, la vicenda Airbus e le incertezze legate alla Brexit – il biennio 2020-21 è previsto in forte ascesa, con un +2,4% nel 2020, che sale a 3,7% nel 2021. Il contributo maggiore alla crescita del commercio mondiale in termini di nuove importazioni assorbite arriverà da Cina e Stati Uniti.

Diverse le ragioni che alimentano lo scenario favorevole, tra cui un più limitato impatto della Brexit e anche delle stesse tensioni tra Stati Uniti e Cina.

Altri mercati ad alta crescita saranno India, Vietnam e paesi dell’Africa subsahariana, sia per l’aumento demografico, che per la recente apertura delle economie domestiche, e la crescente urbanizzazione.

Come si posiziona l’Italia?

Pur frenando l’automotive, la manifattura italiana vola alto nel sistema moda e casa, nella chimica farmaceutica e ancora una volta nella meccanica. Segnali positivi anche per l’alimentare, specie ora con lo sviluppo di sistemi di conservazione e tracciabilità.

Ma il successo del Bel Paese sui mercati internazionali è legato in maggior misura alla capacità di saper intercettare i segmenti di domanda più congeniali alle produzioni nazionali. Il Made in Italy vincente si vede nelle nicchie produttive, come le macchine tessili in Perù, le macchine per costruzioni nelle Filippine, le birre artigianali in Russia, il vino in Giappone, i preparati farmaceutici in Cina e USA.

I driver restano il Nord America e l’area Asia-Pacifico, oltre all’Unione Europea naturalmente.

In Cina l’export italiano vince sulla concorrenza grazie all’evoluzione del consumatore cinese di Made in Italy, oggi più sofisticato e preparato: qui, infatti, negli ultimi 5 anni la quota italiana nel sistema moda e casa/arredo è aumentata oltre i due punti (dal 7,2% al 9,1%, nel primo caso, e dal 10% al 18,8%, nel secondo). E le previsioni lasciano intendere che un trend simile si manifesterà anche per l’alimentare e la meccanica.

Le nuove frontiere: Ambiente e Sostenibilità

Nello scenario globale rimangono per le imprese italiane le sfide legate all’innovazione tecnologica, dalla mobilità elettrica, agli investimenti per la digitalizzazione, dall’e-commerce alla cybersecurity.

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