Previsioni 2019: crescita, PIL ed export secondo il Rapporto Prometeia

Previsioni 2019: crescita, PIL ed export secondo il Rapporto Prometeia

Prometeia – nota ed importante società di consulenza e ricerca economica – rivede al ribasso il Pil italiano per il prossimo anno: nel 2019 la crescita ci sarà, ma sarà modesta. Mentre l’export rallenta.

Nel rapporto pubblicato a dicembre e presentato mercoledì 19 a Milano, gli esperti di Prometeia hanno abbassato le stime sul Pil, da +1% a +0,9%, prevedendo anche una frenata nell’export, in calo dal +4,1% del 2018 al +2,9 nel 2019, sebbene venga preannunciata poi una ripresa a partire dal 2020.

Le tensioni tra Stati Uniti e Cina di sicuro rallentano il commercio internazionale e gli scambi commerciali stanno pagando il prezzo di un anno da record quanto a dazi e restrizioni al commercio – tariffarie e non – che nel solo 2018 hanno raggiunto quota 548 a livello mondiale. Mai così tante.

A risentirne di più sono i beni intermedi, in primis la meccanica – 1° settore di export per il Made in Italy. Meglio, invece, i beni di consumo, quali food, vino, moda e arredo. Risultati positivi si prevedono anche per i beni tecnologici ed elettronica (automotive, nautica, aerospazio, tecnologie digitali) così come per il settore chimico, la plastica e farmaceutica.

Continuerà la fiducia nei mercati vicini, in particolare Germania, Francia e Ue in generale e Russia, sebbene i due mercati che continueranno a offrire le maggiori opportunità, nel prossimo biennio siano Usa e Cina.

E’ stata inoltre richiamata l’attenzione alle PMI, che nel 2019 dovrebbero beneficiare di importanti stanziamenti: si parla di 183,5 milioni per promuovere il commercio italiano all’estero, con focus su digitale e tecnologia – Dalla corretta costruzione di un sito web allo sviluppo dei sistemi di pagamento online a logistica e stoccaggio delle merci per l’e-commerce.

Sono infatti 195.000 le imprese che esportano, ma ci sono decine di migliaia di altre imprese che, pure avendone le potenzialità, non riescono ancora a farlo. Si stima siano circa 46mila aziende “potenziali esportatrici“, soprattutto di piccole dimensioni, con fatturato sotto i 3 milioni di euro, e lo sforzo sarà teso ad per aiutarle ad aprirsi ai mercati stranieri nei prossimi 5 anni – stando alle dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali.

Scenario favorevole anche in Africa, dove il nostro Made in Italy può proporre soluzioni tecnologiche e innovative.

Rapporto_ICE___Prometeia_Numero_16___Edizione_2018 (1)

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