Perché usare il Business Model Canvas

Perché usare il Business Model Canvas

Business Model Canvas: non è una cosa secondaria

Business Model Canvas: come creo, distribuisco e raccolgo valore?

Un modello di business non è una cosa secondaria. Se un’azienda adotta un modello poco efficace, sarà poco competitiva, o non riuscirà a garantire abbastanza profitti. Analizzare il modello permette di individuare i punti più critici e di mettere a punto possibili soluzioni. E non serve necessariamente partire da zero: esistono tecniche e strumenti che permettono di innovare e ridisegnare i modelli di business, arrivando a capire perché l’impresa non crea valore, lo distribuisce male o non riesce a raccoglierlo.
Uno degli strumenti che permette di fare questo è il Business Model Canvas: uno strumento visivo che ha rivoluzionato il modo di rappresentare un modello di business. Funziona perché mette a confronto figure aziendali eterogenee, rivelando tutte le le logiche e i problemi di ogni area e le relative interconnessioni.

Lo schema

Tutto parte dalla parola “canvas“, che in inglese indica la tela bianca, quella da cui partono gli artisti. Ed è su questo spazio bianco che si iniziano a posizionare gli elementi chiave del modello di business.

Il grafico del BMC si compone di nove blocchi (building blocks), a loro volta riconducibili a quattro aree fondamentali dell’azienda: clienti, offerta, infrastruttura e sostenibilità finanziaria.

Business Model Canvas

I 9 blocchi

Customer Segments o Segmenti di Clientela;

Value Proposition, ovverosia il valore dei prodotti o dei servizi offerto per ogni segmento;

Channels, ossia i canali attraverso i quali raggiungere il cliente;

Customer Relationships, cioè le relazioni che si instaurano con il cliente;

Revenue Streams, i ricavi generati;

Key Resources, o le risorse chiave dell’azienda;

Key Activities, quindi le attività chiave per rendere effettivo il modello di business;

Key Partners, ossia i partner chiave con i quali l’impresa intende allearsi al fine di creare valore per il cliente;

Cost Structure, ovverosia i costi per le risorse, le attività e i partner chiave;

Customer Segments, cioè la profilazione dei clienti.

 

A DESTRA troviamo gli elementi legati alla creazione del valore.

A SINISTRA si posizionano invece gli elementi di efficienza dell’organizzazione.

Al CENTRO, infine, ci sarà la proposta di valore, come elemento principale che unisce in sé i vari elementi, perché, come dicevamo, il BMC deve infatti essere interpretato come l’insieme delle soluzioni organizzative e strategiche che permettono all’azienda di creare, distribuire e acquisire valore.

Il valore

Abbiamo quindi capito che tutto ruota attorno al valore, ma come crea valore un’impresa per i suoi clienti?

Un’impresa crea valore quando riesce a soddisfare un bisogno o un desiderio dei suoi clienti, o se li aiuta a risolvere un problema.

Ad esempio, la competenza in sé non è un valore. Lo diventa quando il nostro cliente ha la percezione che grazie ad essa siamo in grado di fare quanto detto sopra. In questo modo, il valore diventa l’elemento che ci rende riconoscibili in quanto professionisti capaci di portare soluzioni o risolvere problemi.

Come si usa quindi un Business Model Canvas?

Qui arriva la parte divertente. Per funzionare davvero, un’attività di Business Model Canvas ha bisogno di una persona che faccia le domande giuste (trigger questions, domande provocatorie, che costringono a pensare, che creano l’innesco) e che sappia interpretare correttamente le risposte dei partecipanti (perché “il mio prodotto” non è “la mia proposta di valore”). Poi serve un gruppo eterogeneo di persone appartenenti all’impresa, che dia le risposte. Attenzione: eterogeneo. Perché (fortunatamente) ognuno dalla sua prospettiva vedrà problemi e vantaggi che per gli altri rimangono invisibili. Infine, il canvas, la tela, fa la sua parte. Può essere stampato in grandi dimensioni per facilitare il lavoro, e le persone possono disegnare e discutere i vari elementi con post-it e pennarelli. Il linguaggio visivo e la mediazione di un professionista permettono una comprensione intuitiva anche dei concetti più complessi, in modo che tutti possano prendere parte al confronto, anche al di là del proprio background professionale. Il pensiero creativo e quello analitico sono costantemente stimolati e allo stesso tempo la condivisione dei risultati è estremamente semplificata.

Siete interessati a rivedere e ottimizzare con il supporto di un professionista il modello di business della vostra azienda?

Ridisegnare il proprio BMC per rendere l’azienda più competitiva è una delle tante attività che si possono fare, avvalendosi di un contributo del 50% della Camera di Commercio di Vicenza, con il progetto di Farexport e VIC digital – le business unit di Confindustria Vicenza – “Vicenza riparte con l’export”. 

Il progetto è rivolto alle aziende dalla provincia di Vicenza che desiderano costruire progetti di marketing digitale o tradizionale.

Per informazioni scrivici info@farexport.it o chiamaci allo 0444.232500.

 

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