La Mappa del Rischio 2020 di Sace Simest

La Mappa del Rischio 2020 di Sace Simest

Il rischio si può calcolare?

Ci piace pensare che questi giorni di minore attività nelle aziende possano diventare dei momenti di studio e analisi (che di norma occupano l’ultimo gradino della scala delle priorità, dominata dalle attività operative o dalle richieste urgenti). Fare le cose fatte bene richiede prendersi il tempo necessario e adesso, forse, per una volta il tempo lo abbiamo. Anche se può sembrare strano parlare di rischio e strategia quando ci troviamo ad affrontare una situazione completamente inaspettata, che stravolge qualsiasi previsione fosse stata fatta negli ultimi tempi.

No, non tutti i rischi si possono calcolare. Ma alcuni sì. In tempi incerti, come lo sono state le ultime settimane, ci si può far travolgere dall’incertezza, sperimentando una sensazione di disorientamento e caos; oppure si può tentare di azzerare il disagio e tenere tutto sotto controllo, finendo frustrati dall’impossibilità di farlo. Si può fare finta che non esista alcun rischio, arrivando a comportamenti pericolosi. Infine, si può accettare che l’incertezza c’è, e rimarrà, e dotarsi dei migliori strumenti per orientarsi al suo interno.

La Risk Map

Sace Simest, società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, è specializzata nel sostegno alle imprese italiane, in particolare le PMI, che vogliono crescere nel mercato globale. Ogni anno rilascia una mappa del rischio, che permette alle imprese di valutare attentamente su quali mercati indirizzare la propria attenzione e spostare i propri interessi.

Per il 2020 si prevede una situazione che intensifica o conferma le criticità dello scorso anno, anche in seguito alle tensioni protezionistiche tra Stati Uniti e Cina e soprattutto alla diffusione dell’epidemia Coronavirus. Non c’è da stupirsi, quindi, di fronte al pronostico di riduzione del tasso di crescita dell’economia globale nel 2020 rispetto all’anno precedente.

Gli elementi del rischio

Tra le criticità:

  • l’indebitamento, che rimane elevato nei Paesi avanzati e continua a espandersi a ritmi sostenuti anche in quelli emergenti
  • il rischio di credito, che rimane discretamente stabile; migliora, in media, nei Paesi dell’Europa emergente e CSI e dell’Asia, mentre aumenta nell’area medio-orientale. In America Latina rimane relativamente stabile, ma peggiorano le controparti bancarie
  • il rischio politico: la violenza politica è aumentata a livello globale e soprattutto in Medio Oriente e America Latina.

Come sfruttare le opportunità nelle aree “instabili”

Le imprese italiane, quando guardano all’estero, devono tenere in mente una serie di fattori: come le differenze tra le controparti (pubbliche, banche o imprese) in termini di rischio o le potenziali difficoltà nell’accesso alla valuta estera.

Ciò non significa rinunciare alle opportunità di business: diventa sempre più rilevante saper cogliere le occasioni con consapevolezza; scegliendo, ad esempio, partner più “solidi” in quelle aree (ad esempio, gli Emirati Arabi Uniti all’interno dell’area medio-orientale), o nelle aree più remote (come le Filippine, in Asia).

A questo si aggiunge la necessità di adattare le strategie rapidamente, monitorare i mercati di interesse costantemente e utilizzare adeguati strumenti finanziari e assicurativi.

Per questo, FarExport offre alle aziende, tra i suoi servizi, quello di orientamento ai mercati, per poter avere, sulla base del codice doganale e di altri indicatori, una chiara mappa delle potenzialità che ciascun mercato offre a determinati prodotti.

Se ti interessa scoprire come funziona, contattaci!

info@farexport.it

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