India: quale mercato si prospetta verso il 2030?

India: quale mercato si prospetta verso il 2030?

L’India è un mercato emergente cui si continua a guardare con grande interesse. E poiché il paese è alle soglie del miliardo e 300 milioni di abitanti, non si può pensare che l’India non influenzerà gli equilibri economici internazionali nel prossimo futuro. Ecco perché gli esperti dicono che sia molto utile cercare di prevedere cosa accadrà nell’arco del prossimo decennio.

Al tema ha dedicato un approfondimento anche il World Economic Forum che in collaborazione con Bain & Company ha pubblicato “Future of Consumption in Fast-Grown Consumer Markets: India”. Perché un’indagine sui consumi futuri spiega tanto delle dinamiche di crescita sociale del subcontinente. Ciò che emerge è che alla fine del prossimo decennio 140 milioni di famiglie diventeranno classe media e altre 20 milioni entreranno nella categoria dei redditi più alti.

In pratica, se oggi il 50% delle famiglie indiane è a reddito medio, nel 2030 saranno l’80% e garantiranno il 75% di ciò che l’India spenderà in beni di consumo. Questo significa che, da qui al 2030, l’economia indiana non sarà tanto determinata dalla base della piramide sociale, ma dalle ambizioni di una middle class sempre più ampia.

Il dato più interessante riguarda la trasformazione che subiranno la base e il vertice della categoria dei consumatori indiani, ovverosia da un lato i “Poor Rural”, la gran parte dei quali con un lavoro informale e con un reddito annuo di 2.800 dollari; e i “Sophisticated Rich” dall’altro, con un reddito di 40.000 dollari – la sezione più alta nella scala della classe media, prima dei veri e propri ricchi. Fra il 2018 e il 2030, i “Poor Rurals” scenderanno dal 29% di oggi al 9%, mentre i “Sophisticated Rich” aumenteranno dal 7% attuale fino ad un 17%.

Come risultato di questa spinta sociale verso l’alto, c’è la sensibile diminuzione del tradizionale gap tra le città e la campagna: già oggi, infatti, le principali 40 città indiane, le aree rurali sviluppate e i piccoli centri urbani hanno un profilo di reddito molto simile.

Nel prossimo decennio si prevede che i consumi aumenteranno in ogni settore della società indiana. Ma se una metà della popolazione raddoppierà la quantità di ciò che già compra oggi senza modificare molto quello che acquista, l’altra metà spenderà ancor di più e in beni di consumo spesso frutto di abitudini nuove, tra cui l’acquisto di cibo e bevande ordinate a casa, l’acquisto dei prodotti di bellezza e di abbigliamento, o ancora di tutti quei device tecnologici che permettono di restare continuamente connessi.

La ricerca del World Economic Forum sostiene che “reddito ed età possono essere stati finora la spinta principale delle preferenze ma in futuro le preferenze dei consumatori saranno significativamente motivate dal livello di connettività ai media digitali e alle piattaforme online”.
Se oggi fra il 20 e il 22% degli acquisti vengono fatti online, nel 2030 – quando gli indiani connessi a Internet saranno più di un miliardo – diventeranno più del 40%. La differenza di reddito tra le diverse categorie sociali, dunque, conterà sempre di meno. E questo sarà condizionato dalla demografia: fra un decennio gli indiani nati alla fine degli anni Ottanta, cioè alle soglie dell’età digitale, saranno più del 77% della popolazione.

La conclusione della ricerca è che “nel 2030 l’India sarà un luogo di crescita e innovazione nel mercato dei consumi: sia indiani che globali, sia consolidati che emergenti. Le trasformazioni del reddito degli indiani, la propensione ai consumi, la consapevolezza e l’esperienza tecnologica creeranno opportunità enormi”.

Le imprese indiane e quelle straniere dovranno solo adattarsi ai prezzi più bassi. Perché le tipologie dei consumi si avvicineranno a quelle occidentali ma non saranno ovviamente del tutto simili al resto del mondo, per lo meno non al punto di imporre modelli di business uguali a quelli occidentali.

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