Il “Made in France”: un’opportunità per la robotica in Francia?

Il “Made in France”: un’opportunità per la robotica in Francia?

Un’opportunità per la robotica italiana in Francia?

Made in France

Come scrive Le Monde, in Francia la crisi sanitaria sembra aver accelerato la presa di coscienza della fragilità del tessuto industriale. La tendenza a considerare il reshoring (il “rimpatrio” degli stabilimenti produttivi) come necessario non è cresciuta solamente tra i francesi: anche nel mercato italiano stesso se ne è parlato. Potrebbe infatti essere uno dei punti di una strategia più ampia che ha l’obiettivo di ridisegnare il sistema delle supply chain, che rischiano di essere messe sotto shock da eventi eccezionali come quelli di quest’anno. In Francia, ad esempio, il Presidente Macron ha sottolineato l’esigenza di far rientrare in Francia alcune aziende farmaceutiche, per rivitalizzare la produzione nazionale di paracetamolo.

Le chiavi per far funzionare il progetto

C’est la technologie, la recherche et développement qui nous ont permis de survivre [… ]Pour pouvoir rester en France, il faut créer plus de valeur que la concurrence.

Ecco cosa dicono gli imprenditori intervistati da Le Monde: sono la tecnologia, la ricerca e lo sviluppo che ci hanno permesso di sopravvivere in Francia. L’innovazione e la personalizzazione, che permettono di creare valore, sono le chiavi di queste imprese. Ma la tecnologia si declina anche nel concetto di agilità e flessibilità, per ridurre i costi di magazzino e poter soddisfare le richieste dei clienti secondo la logica “just in time”.

Import Made in Italy

Si tratta di fattori che si riflettono sull’ecosistema in cui queste imprese vivono. Ecosistema in cui può rientrare anche il mercato italiano, che si colloca geograficamente tra i più vicini. Il paese è, infatti, al secondo posto nella classifica delle destinazioni del nostro export, con una crescita, a fine 2019, del +2,4%, grazie ai risultati positivi di alimentari e bevande, farmaceutica e altri consumi. In linea con la media dei paesi europei vicini, le previsioni per il 2021 segnano un rimbalzo atteso del +9,1%, dopo un calo a doppia cifra per quest’anno. Saranno soprattutto i beni di consumo e la moda Made in Italy a scontare le perdite più gravi, mentre continuerà a mantenersi positivo il settore alimentari e bevande (in crescita media del 5,6% negli ultimi 10 anni).

Ma sono altri i beni italiani che potrebbero sostenere la crescita del Made in France: se uno dei fattori chiave sarà l’automazione, sicuramente l’Italia è uno dei paesi a cui la Francia potrebbe guardare per trovare fornitori di robotica. In questo i produttori italiani sarebbero favoriti dal prestigio di cui già gode in questo settore la tecnologia Made in Italy.

Chi compra i robot industriali di produzione italiana?

Nella prima parte del 2019, i principali paesi di destinazione della robotica industriale italiana erano:

  • Stati Uniti, 257 milioni di euro (+15,1% rispetto al corrispondete periodo nel 2018);
  • Germania, 236 milioni di euro (-4%);
  • Cina, 205 milioni di euro (-13,4%);
  • Francia, 158 milioni di euro (+17,6%);
  • Polonia, 120 milioni di euro (-16,2%).

Sempre nel 2019, in Italia, l’area applicativa predominante è risultata quella della manipolazione (63,1% della produzione nazionale di robot, 1.645 unità). Si tratta di un’area che comprende diverse applicazioni, tra cui ad esempio:

  • manipolazione per stampaggio plastica (593 unità);
  • manipolazione per carico/scarico macchine (392 unità);
  • manipolazione di materiali (335 unità);
  • pallettizzazione, imballo (113 unità).

Seguono poi le aree della saldatura, con 438 unità (in prevalenza saldatura a punti) e del taglio con 227 unità (in prevalenza per taglio laser).

Il 2019 è stato il primo anno di calo in Italia per un comparto che cresceva ininterrottamente dal 2014, ma è anche stato l’anno in cui le istallazioni di robot industriali in Francia sono cresciute del 9%.

Dove vengono usati i robot industriali in Francia?

Il mercato della robotica francese è dominato dal settore automobilistico, che ha portato ad un forte incremento completando l’istallazione di 2.359 robot nel 2019, quasi un terzo in più rispetto al 2018 e ha dimostrato una forte attrazione da parte dei costruttori per le isole robotiche.

I robot impiegati nella logistica e nel packaging hanno registrato una forte crescita, del 20% in media negli ultimi 4 anni, trainati da prodotti farmaceutici e cosmetici. Anche nelle attività di movimentazione, che robot più veloci e versatili eseguono in modo più efficiente, si possono riscontrare dinamiche simili.

Come cogliere l’opportunità

Per valutare la potenzialità dei tuoi prodotti in questo comparto, si può partire da un’analisi approfondita dei flussi di import e produzione dai principali mercati. Lo sviluppo del business può poi essere affidato ad un distributore o agente locale, oppure alle risorse commerciali che già possiedi. Progetti specifici o temporanei (ad esempio nella fase di avvio, più complessa e rischiosa) possono però essere affidati anche alla gestione di un Temporary Manager, che ha le competenze manageriali e linguistiche necessarie.

Lascia un commento

Your email address will not be published.