Economia mondiale 2019: la Risk Map secondo SACE

Economia mondiale 2019: la Risk Map secondo SACE

Secondo l’osservatorio SACE, il 2018 ha visto una buona crescita economica, pur se in lieve rallentamento, ma il quadro dei rischi si è intensificato a causa di varie tensioni che hanno investito molte economie emergenti: in primis Argentina e Turchia.

La Mappa dei Rischi 2019 di SACE-SIMEST ci offre un quadro complesso: permane il rischio di nuove turbolenze nei paesi emergenti, specie nelle economie più vulnerabili, ma con opportune distinzioni, a seconda delle diverse capacità degli “emergenti” di far fronte ad eventuali stalli. Nonostante le criticità, infatti, vi sono paesi come Brasile, India e Indonesia, con caratteristiche che fanno ben sperare quanto a stabilità,

Una considerazione a parte va fatta per la “guerra dei dazi” tra Pechino e Washington: difficile prevedere quanto e se durerà la tregua, o ancor peggio, se dopo i beni cinesi, l’amministrazione Trump metterà nel mirino anche quelli europei (in particolare nel comparto automotive).

C’è poi l’indebitamento globale che ha raggiunto i 244 mila mld di dollari nel 3° trimestre del 2018 (pari al 318,2% del Pil mondiale e in aumento del 2,5% rispetto al 4° trimestre del 2017). Anche in questo caso le principali criticità si osservano nei paesi emergenti (+5,9%, per un totale di 68,4 mila miliardi).

Sul versante politico, invece, non si sono registrate variazioni importanti. Si rileva però un aumento del rischio di trasferimento dei capitali. Argentina e Turchia figurano naturalmente tra i peggiori, insieme ad alcuni paesi del continente africano (tra cui lo Zambia) e dell’Asia centrale (Turkmenistan, Azerbaigian e Kazakistan).

Questa la situazione dei rischi. E le opportunità? L’analisi SACE sui primi 100 mercati di sbocco dei beni italiani dimostra che il nostro export è eterogeneo e ben distribuito. Tra le 20 geografie prioritarie individuate da SACE SIMEST figurano la Cina – tra i migliori mercati in termini di rischio-opportunità -, gli Stati Uniti, nonostante l’atteso rallentamento, e infine Brasile, India, Indonesia e Vietnam. A sorpresa, tra le geografie a rischio medio-alto, non mancheranno buone occasioni per i nostri esportatori anche nel continente africano, come in Marocco, Kenya e Senegal.

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