La Serbia in UE? Dati e prospettive

La Serbia in UE? Dati e prospettive

A febbraio 2018 la Commissione Europea ha presentato un aggiornamento della sua strategia dedicata ai Balcani occidentali, ufficialmente iniziato il 14 dicembre 2015. Aprendo la porta all’adesione di Serbia e Montenegro nel 2025, l’esecutivo comunitario ha presentato un piano che prevede iniziative congiunte: dalla sicurezza all’economia allo stato di diritto. Ciò con il chiaro obiettivo di stabilizzare una regione ancora alle prese con pericolose tensioni etniche.

In attesa dei dati macroeconomici consolidati per il 2018 da parte del Governo serbo, viene comunque segnalato l’outlook positivo sul paese balcanico da parte del FMI (Fondo Monetario Internazionale), che ha evidenziato una crescita del PIL pari al 4,4%, superiore a quella stimata, un surplus di bilancio di circa 272 milioni di euro e un rapporto debito pubblico/PIL al 50%.

Così, mentre il Regno Unito sta per lasciare l’Unione, in mezzo a polemiche e grosse difficoltà (a questo proposito segnaliamo la pagina di Confindustria Vicenza dedicata alla Brexit), la Commissione apre a nuovi paesi. Ma con prudenza, in un momento in cui ci si interroga sulle modalità dell’allargamento avvenuto nel periodo 2004-2007, che secondo alcuni osservatori è giunto troppo rapidamente.

Le iniziative spaziano dal rafforzamento dello stato di diritto a un rilancio della cooperazione nel campo della sicurezza, dall‘espansione dell’unione energetica al dispiegamento della banda larga in tutta la regione. La Commissione insiste nel sottolineare che l’adesione di questi paesi si baserà unicamente sul merito.

A inizio gennaio 2019 sono stati resi noti da parte dell’ente statistico serbo anche i dati della produzione industriale 2018, in aumento del 1,3% rispetto al 2017. Buoni trend anche dal commercio estero, che nel 2018, rispetto a un anno prima, ha registrato un +8,1% nelle esportazioni e un +13% nelle importazioni.

Per fare chiarezza sul divenire della Serbia all’interno della UE, SACE ha pubblicato tre guide. La prima, aggiornata a marzo 2019, relativa agli investimenti in Serbia (redatta in lingua inglese da RAS – l’organizzazione governativa dedicata a facilitare e implementare gli investimenti diretti, a promuovere le esportazioni e a migliorare la competitività). La seconda costituita dal “Country Report” di SACE che riporta gli  indicatori di rischio e le opportunità per le esportazioni italiane. E l’ultima prodotta da dall’Agenzia ICE di Belgrado che si sofferma sul quadro macroeconomico, il grado di apertura del paese al commercio internazionale ed agli investimenti esteri e l’andamento dei rapporti bilaterali commerciali.

why-invest-in-Serbia

Country Report Sace  

Nota congiunturale di ICE – 11-2018

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